…poi vennero a prenderci l’Ospedale

Nel silenzio della politica di tutti i partiti, forse addormentata, o indifferente, o incapace, o complice, il nostro Ospedale perde, da ormai 15 anni e a intervalli regolari e inesorabili, reparti, servizi e competenze importanti per la salute pubblica.

Lo sanno bene i cittadini, soprattutto i più deboli che pagano, insieme a chi li assiste, con disagi, anche economici, il dirottamento in altre strutture.
Ma alla politica dei partiti non interessa capire, né condividere. Ancora una volta è solo il Comitato dei cittadini per la difesa dell’Ospedale a dar voce alla preoccupazione e all’indignazione.

A febbraio saranno quattro anni dalla firma dei protocolli per il “rilancio” dell’Ospedale e dei servizi sanitari territoriali e le strutture non hanno ancora ottenuto neppure l’accreditamento, senza il quale il futuro della sanità in Valtiberina è compromesso.
Da gennaio, intanto, in nome della Crisi -che pure c’è- e di un risparmio irrisorio, se non fasullo, niente più reperibilità notturna, festiva e prefestiva, per la radiologia.
In compenso i medici del 118 devono frequentare un corso di ecografia di 15 giorni…

Senza i necessari strumenti diagnostici, il nostro Pronto Soccorso sarà di fatto declassato a Primo Soccorso.
I tempi di intervento si dilateranno e qualcuno, forse, potrebbe non farcela.
Le competenze, la professionalità e l’esperienza dei nostri medici, degli infermieri, del personale tutto, verranno svilite, relegate, demandate ad altri.
A chi giova tutto questo?

Parafrasando Brecht

Prima vennero a prenderci il Punto nascita,
ma ai partiti non interessava:
i neonati hanno comunque poco peso

Poi vennero a prenderci la Pediatria
e i partiti erano d’accordo:
alla cura dei bambini devono pensarci le mamme

Poi vennero a prenderci la Terapia intensiva
e i partiti, sentita la USL, esultavano:
la semi-intensiva andava bene lo stesso

Poi vennero a prenderci le Guardie mediche
ma i partiti erano distratti:
riguardava solo i comuni montani

Poi vennero a prenderci l’Emoteca
e i partiti non hanno battuto ciglio:
erano abituati a dare il sangue per Arezzo

Poi vennero a prenderci la Radiologia
e i partiti non hanno fiatato:
chi mai vorrebbe farsi una lastra nel fine settimana?

Infine vennero a prenderci l’Ospedale,
ma ormai era diventato solo un cronicario
ed ai partiti andava a pennello.
Lì si sentirono finalmente a casa…

Lista Civica Viva Sansepolcro

 

Decreto liberalizzazioni: referendum sull’acqua azzerato?

Attenzione, il decreto liberalizzazioni attualmente in fase di studio da parte del governo potrebbe prevedere una forte incentivazione alla privatizzazione dei servizi pubblici locali, a partire proprio dai servizi idrici!
Una tale scelta sarebbe un evidente tradimento del voto popolare dello scorso 12-13 giugno. Mobilitiamoci!

Sul sito www.acquabenecomune.org/raccoltafirme è possibile firmare una petizione online per “sensibilizzare” il Governo sul tema!

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Non esiste liberalizzazione del servizio idrico che rispetti i referendum

Comunicato stampa

Ormai da giorni il Presidente del Consiglio Monti e i suoi ministri parlano di privatizzazioni alludendo anche ad un intervento sul servizio idrico. Ultimi in ordine di tempo il sottosegretario Polillo secondo cui il referendum è stato “un mezzo imbroglio” e il sottosegretario Catricalà che ha annunciato “modifiche che non vadano contro il voto referendario” alla gestione dell’acqua.

Diciamo chiaramente a Monti, Passera, Catricalà e Polillo che non esiste nessuna liberalizzazione del servizio idrico che rispetti il voto referendario: il 12 e 13 giugno scorsi gli italiani hanno scelto in massa per la gestione pubblica dell’acqua e per la fuoriuscita degli interessi privati dal servizio idrico.

Non pensi il Governo Monti con la scusa di risanare il debito di poter aggirare il voto referendario con trucchi e trucchetti, 27 milioni di italiani si sono espressi per la ripubblicizzazione del servizio idrico e questo ci aspettiamo dal Governo nei prossimi giorni.

Saremo molto attenti alle prossime mosse del Governo Monti sul fronte delle liberalizzazioni, non permetteremo che la volontà popolare venga abbattuta a colpi di decreto, di Antitrust o di direttive europee in stile Bolkestein. Metteremo in campo ogni strumento utile alla difesa dei referendum, a partire dalla campagna di obbedienza civile lanciata da noi del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.

L’applicazione dei referendum è la prima e la più urgente emergenza democratica nel nostro paese, per questo il Forum chiede, come già fatto e sinora senza risposta, un incontro urgente con il Presidente del Consiglio Mario Monti. Nel contempo chiede a tutte le realtà che hanno sostenuto i referendum, ai partiti che da fuori o dentro il Parlamento hanno dato indicazione per il “Sì” ai referendum di giugno, di prendere da subito una netta posizione in difesa del voto democratico del popolo italiano.

Roma, 10 Gennaio 2012

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

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Radiologia, il Comitato non si fida (e noi nemmeno)

A seguito dell’articolo pubblicato sui quotidiani online con riferimento alla “dismissione della reperibilità medica nella sezione di radiologia del nostro ospedale”, articolo che era rivolto a sensibilizzare i Sindaci della nostra vallata sull’ulteriore impoverimento della nostra struttura ospedaliera, l’ASL8, ha risposto  interpretando come inutile allarmismo quanto da denunciato, decantando come operazione tecnicamente e qualitativamente avanzata il servizio di telemedicina che andrà a sostituire il medico in reperibilità.   

Il Comitato di cittadini afferma di essere  preoccupato di questa ulteriore razionalizzazione che per le esperienze fin qui fatte con la Direzione della ASL8  ( chiusura punto nascita, pediatria, laboratorio di analisi, terapia intensiva, emoteca, soppressione di UU.OO , razionalizzazione della continuità assistenziale sul territorio ecc.). Tutto ciò non può che leggersi come un’ulteriore“taglio ai servizi”, che produrranno un ulteriore impoverimento dei servizi sanitari, con un aggravio del rischi per i cittadini residenti e gli stessi addetti al pronto Soccorso, oltre che un ulteriore aumento della spesa sociale.

Con questa decisione il pronto Soccorso non potrà che essere un “primo soccorso” e risibili sono le motivazioni addotte dalla Direzione Sanitaria per cui poche sono le casistiche di prestazioni radiologiche e tac con contrasto effettuate nelle ore di reperibilità notturna, prefestivi e festivi in cui insisteva il medico radiologo per garantirne la presenza reperibilità.

Riteniamo che nessuna innovazione tecnologica può sostituire l’uomo ne tanto meno si può pensare di immiserire un servizio di diagnostica privando di personale medico (nello specifico la sezione di radiologia e tac), fondamentale per la corretta funzionalità di tutti i servizi ospedalieri e ancor di più del Pronto Soccorso.

A questa ulteriore operazione di depauperamento della nostra struttura ospedaliera non possiamo che esprimere con forza la nostra contrarietà e rimaniamo sbigottiti dalla totale assenza di qualsivoglia espressione critica da parte delle sette amministrazioni comunali, a cui dovrebbe stare a cuore le sorti delle nostre struttura sanitaria e la copertura sanitaria per i suoi cittadini.

Una ulteriore domanda è d’obbligo: Che fine hanno fatto gli impegni sottoscritti e firmati dalle amministrazioni?

Ci rispondano, tutti gli interlocutori che hanno firmato l’accordo-transazione del 2008; ci chiariscano su quello che non è stato fatto e  ci dicano perché i progetti si sono interrotti!!!!.

Comitato di cittadini per la difesa dell’ospedale di Sansepolcro.
Il coordinatore
Gianpiero Giuliani

Azzeriamo la Casta, cominciando dai comuni!

i cittadini pagano già ogni giorno il prezzo della crisi, è ora di una nuova politica! Dura presa di posizione di Viva Sansepolcro sull’Unione dei Comuni e sulle mancate scelte di svolta delle amministrazioni locali

il nuovo presidente dell'Unione dei Comuni, il monterchiese Marcello MinozziLa distanza tra la politica e il paese reale aumenta ogni giorno. Nel momento in cui si chiedono ai cittadini ulteriori sacrifici per salvare (forse) l’euro, diventano sempre più irritanti gli atteggiamenti di disinteresse per il bene collettivo nonché l’oggettiva ignoranza di tanti esponenti politici.
 
Va ricordato inoltre che l’inadeguatezza della classe politica genera ulteriori costi, il cui peso graverà ulteriormente sulle tasche dei cittadini. La situazione di molte famiglie nei prossimi mesi sarà oggettivamente difficile e serve oggi il massimo sforzo delle amministrazioni, nazionali e locali, per dare finalmente un senso autentico alla parola “equità” ripetuta da più parti come un mantra, ma al momento priva di una effettiva attuazione.
 
Ribadiamo oggi per l’ennesima volta la necessità inderogabile da parte dell’amministrazione comunale di contenere e magari azzerare le voci di spesa superflue e/o sovrastimate, recuperando tutte le risorse economiche possibili dal bilancio comunale. Parallelamente a questa operazione è ancora più urgente mettere mano a una radicale revisione della gestione di molti servizi, in primo luogo acqua e rifiuti.
Non si può lasciare tutto come sta e poi pensare di risolvere tutto aumentando le imposte (già previsti forti rincari per acqua e rifiuti, ad esempio) e/o tagliano servizi.
Se ci sono risorse da trovare per sopperire alla mancanza di trasferimento dallo Stato, tali risorse possono e devono essere trovate in quelle ampie sacche di privilegio che tuttora permangono.
Vogliamo dunque stimolare l’amministrazione comunale ad agire con forza e serietà, mostrando finalmente un coraggio che finora sembra esserle mancato.
Serve coraggio nello stabilire finalmente una politica del territorio e dell’urbanistica che privilegi l’esclusivo interesse collettivo, serve coraggio nell’azzerare il giro di consulenze esterne del tutto superflue di cui tuttora continua a servirsi l’ente comunale, serve coraggio nella rivendicazione degli esiti dei referendum dello scorso giugno, indipendentemente dagli interessi di bottega dei partiti.
Non possiamo accettare che, nel silenzio della politica complice dei partiti, siano ancora una volta i cittadini a dover pagare tutto il peso sia della crisi che dell’inadeguatezza della classe politica.
Non abbiamo sentito nessuna voce parlare dell’imminente cancellazione della reperibilità notturna e festiva per la radiologia all’Ospedale di zona, scelta che va a minare un settore, quello della diagnostica, fondamentale per il Pronto Soccorso. Si tratta dunque, nell’ormai consueto silenzio complice dei partiti, dell’ennesimo taglio a una struttura ospedaliera già ripetutamente mutilata da scelte che hanno occhio di riguardo solo per i budget e non per la salute dei cittadini.
Anche di sanità e di politiche sociali dovrebbe occuparsi la “nuova” Unione dei Comuni della Valtiberina, una struttura che tuttavia appare nascere sotto una pessima stella. L’Unione doveva essere una grande occasione per poter finalmente associare i sette comuni della vallata nella gestione comune di settori fondamentali come l’assetto del territorio, le politiche ambientali (con particolare riferimento ai beni comuni), le politiche culturali, l’innovazione tecnologica, le politiche socio-sanitarie.
A quanto vediamo invece l’Unione non sarà altro che la riproposizione della vecchia Comunità Montana, per giunta con la grave assenza di un comune, quello di Pieve, che ha deciso di non aderire. L’Unione, da grande opportunità, si è trasformata nell’ennesimo fallimento della classe politica locale, di sinistra e di destra.
Coraggio politici e amministratori, iniziate a dare risposte alle esigenze autentiche della Valtiberina!

Viva Sansepolcro

Acqua bene comune: campagna di obbedienza civile

(da www.acquabenecomune.org)
Applicare il referendum

Con la pubblicazione, in data 20 luglio 2011, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 116 è stata sancita ufficialmente la vittoria referendaria e l’abrogazione della norma che consentiva ai gestori di caricare sulle nostre bollette anche la componente della “remunerazione del capitale investito”.

Se non saranno le istituzioni a far rispettare l’esito del referendum, saranno le cittadine e i cittadini a farlo.
 

Per questo lanciamo la campagna di obbedienza civile: ovvero il rispetto della volontà popolare eliminando il profitto dalle bollette.

Perchè una campagna di “obbedienza civile”
La “remunerazione del capitale investito”, che ricordiamo, è pari al 7% della sommatoria degli investimenti effettuati nel periodo di affidamento al netto degli ammortamenti, nella generalità dei casi, incide sulle nostre bollette per una percentuale che oscilla, a seconda del gestore, fra il 10% e il 20%.

Il referendum era stato proposto per far valere un principio chiaro: nella gestione dell’acqua non si devono fare profitti! E la risposta dei cittadini (95,8% a favore della cancellazione del profitto) non lascia alcun dubbio sull’opinione, praticamente unanime, del popolo italiano.
 

Oggi, a distanza di alcuni mesi, risulta che, in tutto il territorio nazionale, nessun gestore abbia applicato la normativa, in vigore dal 21 luglio 2011, diminuendo le tariffe del servizio idrico. In altre parole tutti i gestori del servizio idrico italiano hanno ignorato con pretestuose argomentazioni l’esito referendario.

Questo non può essere accettato!
Perciò chiediamo a tutti i cittadini italiani utenti del servizio idrico di aderire alla campagna di “obbedienza civile”
 
In cosa consiste la campagna di “obbedienza civile”
La campagna di “obbedienza civile” consiste nel pagare le bollette, relative ai periodi successivi al 21 luglio 2011, applicando una riduzione pari alla componente della “remunerazione del capitale investito”.
E’ stata chiamata di “obbedienza civile” perché non si tratta di “disubbidire” ad una legge ingiusta, ma di “obbedire” alle leggi in vigore, così come modificate dagli esiti referendari.
Lo scopo principale della campagna di “obbedienza civile” è ovvio: ottenere l’applicazione del risultato che è inequivocabilmente scaturito dai referendum. 

Con la mobilitazione attiva di centinaia di migliaia di cittadini ci proponiamo di attivare una forma diretta di democrazia dal basso, auto-organizzata, consapevole e indisponibile a piegare la testa ai diktat dei poteri forti di turno.

 

Ci proponiamo anche di dare una risposta all’evidente crisi della democrazia rappresentativa dei partiti, ormai diventata impermeabile non solo alle istanze della società, ma persino ai formali esiti delle consultazioni codificate nella nostra Carta Costituzionale, come appunto i referendum abrogativi.

Dal 1 Gennaio 2012 parte in tutta Italia la campagna di “obbedienza civile”. Unisciti anche tu!

Fuori l’acqua dal mercato fuori i profitti dall’acqua

I furbetti della Sinistra nostrana

Continua il dibattito sulla costituzione del nuovo ente gestore della diga di Montedoglio e continua lo stucchevole rimpallo di responsabilità tra i vari soggetti artefici di una decisione che danneggia ulteriormente la Valtiberina.

Quello che la nostra vallata chiedeva si poteva sintetizzare in due richieste: avere voce in capitolo nelle decisioni future legate al bacino idrico e prevedere forme di indennizzo economico alle popolazioni locali.

Nel testo approvato in Consiglio Regionale, con l’unica voce discorde del consigliere indipendente Locci, non si danno risposte né alla prima, né tanto meno alla seconda istanza.

Infatti la previsione di un “organismo consultivo di controllo”, attraverso il quale le amministrazioni locali potrebbero obiettare qualcosa sulle decisioni prese dai veri padroni del nuovo ente (Ministero e Regioni), aggiunge al danno persino la beffa.

Non si comprende dunque il motivo delle dichiarazioni di soddisfazione da parte delle amministrazioni comunali di Anghiari e Sansepolcro, né tanto meno si può giustificare l’ambiguità delle dichiarazioni delle forze politiche della sinistra nostrana.

Appare quanto meno bizzarro, infatti, che le stesse forze politiche che in comune (dove sono all’opposizione) fanno la voce grossa contro le scelte adottate accusando l’amministrazione comunale di non essersi fatta sentire adeguatamente, in regione (dove invece sono in maggioranza insieme al PD) restino silenziose e allineate con le decisioni della segreteria fiorentina democratica.

Delle due l’una: o i rappresentanti locali di IDV e SEL non hanno nessun rapporto con quelli regionali degli stessi partiti, oppure stiamo assistendo a un grottesco e ridicolo gioco delle parti in cui si fa i mansueti in regione e i leoni in comune…pensando magari che i cittadini non se ne accorgano.

Ribadiamo dunque la nostra ferma opposizione alla scelta adottata in Regione e invitiamo per l’ennesima volta i partiti a comportamenti limpidi e vicini alle istanze della popolazione.

Chiediamo inoltre che le amministrazioni comunali locali, anziché abbandonarsi a elogi incondizionati delle decisioni prese dalla Regione, facciano sentire con forza la propria voce a difesa del bene collettivo.

Viva Sansepolcro

Montedoglio diventa un mare, di ipocrisia politica

Servono a ben poco i convegni se i relatori fanno promesse e poi, alla prova dei fatti, si comportano in maniera del tutto opposta. Nel bel convegno organizzato qualche settimana fa dai partiti della sinistra locale erano stati chiesti impegni precisi alle amministrazioni regionali. In particolar modo si chiedeva un coinvolgimento attivo dei comuni altotiberini nella gestione del nascente Ente Acque Umbro-Toscano e si chiedevano forme di indennizzo in favore della popolazione locale, come avviene in altre aree del paese (ad esempio il vicino Valdarno) che ospitano strutture o impianti di pubblica utilità.

Nonostante le assicurazioni fornite qualche giorno fa, nel testo dell’intesa raggiunta in Regione non c’è nessuna traccia degli impegni presi. Nessuno nella maggioranza (PD, IDV, SEL) ha aperto bocca.

Solo il consigliere indipendente Dario Locci, esponente biturgense del Gruppo Misto, ha voluto dar seguito alle richieste della popolazione, sostenendo in Commissione Affari Istituzionali, l’esigenza di due emendamenti che formalmente saranno presentati al Consiglio Regionale di martedì 25 ottobre.

Ancora una volta dunque i cittadini vengono illusi e poi abbandonati dai partiti, secondo un copione che ormai si ripete continuamente e indipendentemente dal “colore” politico delle amministrazioni.

Stupisce soprattutto il comportamento del presidente della commissione Marco Manneschi, consigliere aretino dell’IDV, finora distintosi per la sua indipendenza di pensiero e d’azione, ma in questo caso anch’egli supino al volere della maggioranza.

Il tema passerà al vaglio del Consiglio Regionale nella seduta di martedì 25 ottobre e vogliamo sperare (anche se la speranza rischia di essere ancora una volta vana) che le prossime ore possano portare al ravvedimento e al varo di una struttura di gestione che possa finalmente restituire alla popolazione della Valtiberina quel rispetto che al momento viene del tutto disatteso.

Invitiamo inoltre i cittadini a seguire in diretta streaming dal sito del Consiglio Regionale (ore 15,30) il dibattito con le dichiarazioni e il voto dei vari gruppi politici.

Viva Sansepolcro
www.vivasansepolcro.it

I servizi vanno difesi!

Ospedale, Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco…il programma dei prossimi ulteriori “tagli” ai servizi per la Valtiberina tocca, in queste settimane, punte di grande preoccupazione e richiede il massimo impegno dei soggetti politici al fine di salvaguardare quanto più possibile la difesa del territorio.

La crisi nazionale e internazionale viene oggi usata come motivo per andare a colpire nuovamente dei settori di pubblica utilità che già in passato erano stati ampiamente ridimensionati (Ospedale) o non adeguatamente finanziati.

Non vengono invece toccate, di fatto, quelle tante e onerose voci di spesa che porterebbero una vera boccata d’ossigeno ai conti pubblici, sacrificando tante care poltrone per i politici. L’abolizione delle Province e di altri enti superflui infatti è solo enunciata, ma sostanzialmente è rimandata a un domani lontano…diciamo pure a un “domai”.

Ancora una volta, tanto per cambiare, a pagare la crisi e/o le esigenze di bilancio degli enti sono i cittadini.

Riteniamo inderogabile, soprattutto in un momento come quello attuale, caratterizzato dalle crescenti difficoltà economiche per famiglie e imprese, una forte e corale presa di posizione delle istituzioni locali e di tutti i movimenti politici, sociali, economici, sindacali e culturali al fine di varare finalmente una politica della gestione dei servizi che veda nuovamente al centro le esigenze della collettività.

Tutti gli sforzi messi in atto in queste settimane da vari settori della vita politica e associativa locale per la difesa dell’Ospedale, per il mantenimento dei servizi di pubblica sicurezza, per la miglior gestione possibile dell’invaso di Montedoglio ecc… vanno sostenute e coordinate.

La Valtiberina è di fronte a scelte cruciali e deve trovare finalmente un’unica voce, forte e corale. Non possiamo più permettere che una o due amministrazioni comunali si ritrovino da sole ad affrontare i problemi di tutti. Ogni taglio all’Ospedale è un danno per tutti, così come ogni taglio a qualsivoglia servizio.

Riflessioni sulla vivibilità urbana

Torno a scrivere dopo una lunga assenza. Due mesi fa mi sono sposato e sto vivendo un momento bellissimo della mia vita: una breve pausa, dopo sette anni di ininterrotta e intensa attività politica, era giusto prendersela.

Lo scorso 20 settembre ho partecipato, su invito della portavoce prof.ssa Gabriella Barbagli, all’incontro operativo del “Comitato dei cittadini per il Buon Governo”. Si trattava di una riunione ristretta finalizzata all’elaborazione di un documento da presentare al Sindaco nell’incontro di giovedì 22 settembre.

L’incontro è stato bruscamente interrotto da tre persone, capeggiate dall’ex assessore tifernate Arcangelo Milano (nella foto), che ha chiesto di “intervenire”. Gli abbiamo spiegato la natura di quell’incontro, ma il Milano non ha voluto sentir ragioni ed ha iniziato ad inveire, lamentando la lesione dei suoi “diritti civili” e pretendendo l’esibizione di una “tessera” da parte dei componenti del Comitato…evidentemente credeva di essere a una riunione di partito…

Non abbiamo ceduto alle provocazioni e abbiamo proseguito la nostra riunione in altra sede, spostandoci dalla sala della Comunità Montana (regolarmente richiesta per una riunione privata) alla sala di un circolo privato cittadino. Il Milano circa un’ora più tardi “seguiva” insieme ad altre persone i componenti del comitato anche nel nuovo luogo di riunione. Veniva tuttavia pregato dai gestori del circolo di non disturbare la riunione. Milano e i suoi rimanevano dunque in attesa a “fare picchetto” attendendo l’uscita delle persone riunite in assemblea con un ben chiaro intento intimidatorio.

Il Milano proseguiva poi la sua “battaglia” sulle pagine di facebook, a suon di insulti. Milano apostrofava le circa trenta persone del comitato riunite in assemblea come “trenta persone stufe di vivere che vorrebbero una città dormitorio e rifiutano il confronto” e “tutta gente assolutamente avulsa ed allergica al lavoro!”. La loro colpa? “Hanno sonno, ma noi no!!!!”

Il tema, l’avrete capito, è quello della vivibilità nel centro storico di Sansepolcro, su cui il comitato ha presentato concretamente una serie di richieste e proposte al Sindaco Frullani.

E’ evidente che a Sansepolcro non ci sia una emergenza-sicurezza (sinceramente sono anche profondamente allergico alla parola “emergenza”, troppo spesso abusata), ma c’è comunque un preoccupante aumento di fenomeni di vandalismo e disturbo della quiete pubblica a cui va posto un argine, usando i mezzi efficaci previsti dalle leggi già vigenti, senza nessun intento punitivo per gli esercenti.

Poche ore dopo la tumultuosa serata di martedì abbiamo appreso dell’esistenza di un nuovo comitato, evidentemente sponsorizzato dal Milano (vedere sempre la sua pagina facebook per credere) dal nome “Cittadini con Buon Senso” che descrive nel suo comunicato di presentazione una città decisamente diversa da quella vissuta quotidianamente da tanti altri…

Al di là delle facili polemiche voglio però commentare un aspetto, che pare essere evidentemente l’incubo di Milano e dei suoi compagni: il Comitato dei cittadini per il Buon Governo non ha mai chiesto di anticipare gli orari di chiusura dei locali cittadini! Il Comitato ha chiesto sempre e solo un’unica cosa: far rispettare le regole che già esistono e che garantiscono -se applicate- sia la quiete per i residenti, sia la possibilità per i giovani di divertirsi, sia la possibilità per gli esercenti di guadagnare. Un’altra riflessione andrebbe fatta inoltre sul concetto di “vitalità” dei centri urbani…quale tipo di vitalità vogliamo offrire alla nostra città?

Ma torniamo agli orari. Personalmente non ho nulla contro l’ipotesi di liberalizzare gli orari di apertura e chiusura dei locali, a patto s’intende che vengano rispettate le esigenze di tutti.

Città-dormitorio? Nessuno pretende una cosa del genere, anzi, ben vengano le iniziative che possano animare la vita cittadina e arricchirne l’offerta.

Credo che il Comune dovrebbe attivarsi, nel suo ruolo di regia, per la definizione di uno “standard” ottimale per i locali pubblici, una sorta di “certificazione di qualità”. I locali che provvedano all’insonorizzazione, alla predisposizione di adeguati servizi igienici in regola con i vigenti regolamenti d’igiene, alla definizione di orari razionali per lo scarico dei fornitori e per lo smaltimento dei rifiuti (vetro soprattutto) ecc…meritano di essere premiati, anche con l’allungamento e/o la liberalizzazione degli orari di apertura. Un locale che rispetti le minime norme di coesistenza con la popolazione residente è un patrimonio da difendere e valorizzare.

Questo, a mio parere, può essere considerato un piano di confronto di “buon senso”. E’ giusto dire che i giovani e i meno giovani, dopo una settimana di studio e/o di lavoro abbiano diritto a divertirsi. Ma anche i residenti arrivano al week-end reduci da una settimana di studio e/o lavoro…il loro diritto al riposo (tra l’altro sancito solennemente dal Codice Civile) vale forse meno?

Ritengo dunque che la limpidissima richiesta dei cittadini per il Buon Governo, cioè il rispetto delle leggi vigenti, sia una base di partenza inappuntabile. Mi domando casomai…è normale che uno si opponga a chi chiede semplicemente il rispetto delle regole già vigenti? Se poi a mettersi in tale posizione è un ex amministratore comunale come Milano la cosa diventa ancor più grave.

Chiudo con una citazione di Kant che credo appropriata alla vicenda, invitando tutti a moderare i toni, unica condizione possibile alla soluzione di qualsiasi problema.

Nessuno mi può costringere ad essere felice a suo modo (come cioè egli si immagina il benessere degli altri uomini), ma ognuno può ricercare la sua felicità per la via che a lui sembra buona, purché non rechi pregiudizio alla libertà degli altri di tendere allo stesso scopo, in modo che la sua libertà possa coesistere con la libertà di ogni altro secondo una possibile legge universale, cioè non leda questo diritto degli altri. (1793; in Scritti politici e di filosofia della storia e del diritto, p. 255)”

Mirco Giubilei

La scuola media avrà 6 prime classi, la soddisfazione dell’assessorato

Si è conclusa giovedì 18 con la comunicazione da parte della Direzione Scolastica Regionale  la vicenda sul numero delle classi alla Scuola Media Unificata di Sansepolcro.
La Scuola Media, per l’anno scolastico 2011- 2012, potrà contare su sei prime classi.Le disposizioni, derivanti dalla ”Riforma Gelmini”, che disciplinano la definizione degli organici e che non escludevano una possibile riduzione di una prima classe hanno creato per qualche tempo apprensione sia nelle Istituzioni che fra i genitori degli alunni iscritti alla prima classe della Scuola Media.

L’Amministrazione Comunale e la Presidenza della Scuola Secondaria si sono attivate presso le Istituzioni Provinciali e Regionali fin dallo scorso mese di aprile. Il Dirigente Scolastico, gli Assessori alle Politiche Scolastiche della precedente e dell’attuale Amministrazione, attraverso incontri personali e una ininterrotta corrispondenza hanno fornito al Provveditorato, alla Presidenza della Provincia di Arezzo, alla Direzione Scolastica Regionale, alla Presidenza e alla Vice Presidenza della Regione Toscana, tutti quegli elementi e quelle informazioni che hanno concorso alla valutazione della oggettiva inapplicabilità della temuta riduzione degli organici che avrebbe ulteriormente penalizzato una già precaria situazione della edilizia scolastica nella nostra città.

A sostegno dell’azione delle Istituzioni Comunali e Scolastiche si è aggiunta anche una preoccupata nota di una rappresentanza di genitori degli alunni iscritti alla prima classe, prontamente trasmessa agli Enti Provinciali e Regionali.

Il risultato ottenuto è stato senz’altro favorito, oltre che dall’oggettività delle motivazioni prodotte, da un lavoro serio e costante da parte della Amministrazione Comunale e della Presidenza della Scuola Secondaria, che in questi mesi hanno proficuamente collaborato e lavorato con professionalità e con continua attenzione alla soluzione di un problema tanto delicato e complesso..

 Stupisce per questo l’esultanza della Lista Civica Borgo Nuovo che vanta  di avere contribuito sostanzialmente alla positiva conclusione di questa vicenda. Le Istituzioni non hanno avuto la percezione che da parte della Lista Civica Borgo Nuovo ci sia stata una partecipazione attiva, una collaborazione, un minimo contributo. Si ha invece l’impressione di una produzione di parole (ultimamente quotidiana e ripetitiva) sempre uguale a se stessa, senza nessuna preoccupazione di proporre soluzioni concrete per qualunque problema.

Assessorato alle Politiche Scolastiche

Acqua pubblica, la posizione di Viva Sansepolcro sulle proposte del sindaco Fanfani

Il dibattito che in questi giorni si è sviluppato sulla stampa locale, l’intervento dello stesso Sindaco di Arezzo, in merito alla ripubblicizzazione del servizio idrico e al problematico rapporto con il gestore del nostro ambito territoriale, riteniamo, meriti alcune puntualizzazioni:

Noi della Lista Civica Viva Sansepolcro interpretando il desiderio ed il pensiero di quel 95,6% di cittadini che hanno vitato “si” ai quesiti referendari sull’acqua riteniamo positiva la commissione conoscitiva proposta dal Sindaco e Consiglio Comunale di Arezzo.

Condividiamo anche tutti i titoli di revisione ma riteniamo che per fare un buon lavoro occorra chiedere immediatamente la sospensione temporanea della convenzione originaria di affidamento poiché non vorremmo che il Gestore, accordando tutto quanto previsto dai dettati referendari, richieda su base convenzionale il conseguente riequilibrio dei ricavi a fronte dei nuovi costi.

Comprendiamo la legittima preoccupazione del Sindaco di Arezzo per la riacquisizione del servizio idrico o meglio per la necessità di risorse occorrenti ma lo stesso, da buon legale, non può dimenticare che con il livello attuale di tariffazione, con le prestazioni accessorie disponibili e l’onerosità dei servizi connessi, non dovrebbe essere difficile accumulare risorse liquidatorie. In più, nell’eventualità di ripubblicizzazione, occorrerà anche verificare i bilanci, la posizione debitoria societaria, nonché la consistenza e la natura degli investimenti.

In ultimo e non è da poco, dovrà essere considerata anche la concessione della quota societaria da AMGA ad ACEA e le prestazioni accesorie a quest’ultima pagate.

Lista Civica Viva Sansepolcro

Viva gli sposi!


Mirco Giubilei, coordinatore di Viva Sansepolcro
e sua moglie Catia Giorni
VIVA GLI SPOSI!!! 

Nasce il Comitato dei cittadini per il Buon Governo

Il comitato nasce per affrontare, in primis, i problemi della vivibilità urbana a Sansepolcro. Il comitato ha nominato come propria presidente la Prof.ssa Gabriella Barbagli

Giovedì 14 luglio, data casualmente propiziatoria, nei locali della Comunità Montana, si è costituito un Comitato di cittadini , per dare nuova voce al sempre crescente disagio vissuto nel quotidiano e finora inascoltato. I cittadini del centro storico e di alcune zone molto problematiche fuori le mura lamentano l’abbandono delle Istituzioni, il progressivo decadimento della qualità della vita nella nostra città, la cui bellezza è sempre meno avvertibile: offuscata, tradita e messa a rischio dai molti oltraggi che continua a subire, giorno dopo giorno e notte dopo notte, con picchi intollerabili nei lunghi fine settimana e nei cosiddetti “eventi”. Il Comitato, come primo atto, chiederà un incontro con il nuovo Sindaco, Daniela Frullani, dalla quale ci si aspetta la restituzione di una dignità personale violata, il rispetto per la città nei suoi palazzi, piazze, strade, vicoli e giardini, un’attenzione doverosa per chi lavora duro e non può riposare di notte, per chi è sull’orlo di una crisi di nervi, per chi teme di compromettersi prima o poi. Rispetto per i vecchi e i bambini ad alto rischio, in un traffico cittadino illegale ed intenso, con sosta selvaggia, il più delle volte autorizzata. Rispetto per quelli che non ce la fanno più e vorrebbero vendere, ma la loro casa non la vuole più nessuno, salvo che sia un ottimo affare. Rispetto per gli stranieri che hanno ristrutturato con amore case e giardini. Rispetto per quei cittadini che non credono più che si voglia restituire alla città il rango che le compete….ma vengono alle riunioni, perché la loro indignazione è più forte del disincanto. Il Comitato intende affidarsi al Sindaco, Daniela Frullani, per più di un motivo, oltre ed in aggiunta ai suoi poteri istituzionali: gli impegni presi con gli abitanti del Centro Storico, prima del ballottaggio; lo spessore della sua cultura, di cui la città ha, oggi, un gran bisogno e la sua esperienza politica, che siamo certi la renderà autorevole, nelle battaglie che vorrà far sue. Tutti noi, nati nel vecchio Borgo o adottati dal Centro Storico, vogliamo un paese vitale e produttivo e ad un tempo elegante ed accogliente. Questo sarà possibile a partire dal rispetto rigoroso, senza deroghe, a vantaggio di chicchessia, dei Regolamenti, e delle Leggi. Il Comitato auspica che per tutto ciò che coinvolgerà spazi pubblici, l’Amministrazione senta la necessità di consultare i cittadini residenti, per valutare insieme l’opportunità, i modi e i luoghi stessi. Come cittadini ci opporremo a tutto ciò che è brutto, volgare, quando non pericoloso ingombro del nostro suolo pubblico e dei nostri giardini pubblici. Lotteremo contro la musica amplificata, sparata a palla, sotto le logge del Vasari, luogo inopportuno per eccellenza e già utilizzato in molte occasioni, a partire dal mese di maggio. Vibrano i vetri delle finestre, fino ai vicoli. Cosa ne può derivare a quella perla del nostro patrimonio storico? E l’amplificazione selvaggia fuori e dentro ai locali non insonorizzati? Che ne è della vita di chi abita in quei palazzi? Noi ci aspettiamo finalmente un’accoglienza dalle Istituzioni, ma se così non fosse, siamo determinati a cercare altre vie, altri interlocutori, per riscoprire nella quiete notturna la bellezza del Borgo e i profumi antichi che arrivano dai Giardini “in aria” e dagli Horti Conclusi, uccisi dal puzzo di piscio e di vomito. Maria Masi Ruggiero, apre il suo libro Giardini in Aria e Horti Conclusi di Città di Castello, con una dedica ” A Nicola e Maria Francesca perché scoprano il silenzio della bellezza”. Tutti i genitori, anche con bambini molto piccoli, dovrebbero unirsi alla nostra lotta, fosse anche la loro dimora al riparo dal degrado, perché al riparo non lo è un gran numero di figli minorenni, alcuni poco più che bambini o appena maggiorenni, che si abbrutiscono per i vicoli del Borgo, dimentichi, con persone, animali, e cose, di ogni insegnamento ricevuto. I ragazzi fanno i ragazzi da sempre e hanno voglia di trasgressione. Noi che abitiamo in centro non li conosciamo tutti, ma li riconosciamo: maschi e femmine li abbiamo visti crescere in età: sbornia dopo sbornia, canna dopo canna, pasticca dopo pasticca, volgarità dopo volgarità, atto di vandalismo dopo atto di vandalismo. Noi ne siamo le vittime, ma anche loro come noi, abbandonati a loro stessi da chi non vigila e tutela la loro salute, la salute pubblica e l’ordine pubblico.

Sulla ripubblicizzazione dei servizi idrici non possono esserci tentennamenti

È di questi giorni la pubblicazione di un nostro comunicato con il quale sottolineavamo le insidie che avremmo trovato lungo la strada per la ripubblicizzazione del servizio idrico e la necessita di una forte spinta politica affinché la volontà popolare si traducesse in azione.Sull’acqua si misura l’autonomia di un amministrazione rispetto alle logiche di potere politico che ne hanno caratterizzano finora la gestione a scapito degli interessi dei cittadini.

L’acqua, insieme a sanità, ambiente, gestione trasparente e lungimirante del territorio sono e saranno i banchi di prova fondamentali dell’avvenuto cambiamento.

Il risultato del referendum, che ha visto a Sansepolcro una delle percentuali di affluenza più alte della provincia, non può oggi essere annullata da tatticismi che vanificano le aspettative e la fiducia dei cittadini. Per questo siamo molto critici sui se ed i ma della maggioranza rispetto alla mozione per la ripubblicizzazione del servizi idrico.

Per quanto ci riguarda, oltre all’annullamento (previsto dal referendum) dell’utile del gestore, pari al 7% del cosiddetto capitale, non si può prescindere da una radicale revisione della convenzione del1999 invirtù anche dell’illegittima acquisizione da parte di Acea di parte delle azioni del socio privato.

Lista civica Viva Sansepolcro

www.vivasansepolcro.it

Collina: missione compiuta!

Stop definitivo della cementificazione sulla Collina

Viva Sansepolcro accoglie con grande soddisfazione la definitiva decisione della Conferenza paritetica interistituzionale che lo scorso 15 giugno ha definitivamente bocciato il progetto di cementificazione della Collina di Sansepolcro, stralciando dal Piano Strutturale comunale il cosiddetto “Intervento Strategico 11”.

Contro tale scelta di cementificazione avevamo promosso una serie di iniziative di grande impatto e oggi possiamo finalmente festeggiare il raggiungimento di un obiettivo dettato dal buon senso e dall’amore per la nostra città.

Vogliamo dunque ringraziare tutti coloro che hanno collaborato con noi in questa lunga e dura battaglia,a partire dai circa mille cittadini che hanno sottoscritto la petizione popolare promossa da Viva Sansepolcro e poi sostenuta anche da altri movimenti politici cittadini, da associazioni e da tanti singoli innamorati del Borgo e del suo paesaggio inconfondibile.

Le tante giornate passate in piazza a fare informazione e raccogliere firme trovano ora la loro giusta soddisfazione.

Un ringraziamento particolare al consigliere regionale Dario Locci che ha portato il tema all’attenzione della Regione Toscana.

Grazie al prof. Attilio Brilli, che ha più volte trattato il tema in interessanti editoriali su “La Nazione”. Grazie alla prof.ssa Alessandra Mottola Molfino, presidente di “Italia Nostra” e ai numerosi rappresentanti del mondo culturale italiano che abbiamo contattato nei mesi scorsi e che hanno dimostrato grande sensibilità sull’argomento.

Grazie all’on. Marcucci che ha presentato una interrogazione parlamentare al ministro della Cultura.

Grazie al Sindaco di Sansepolcro, Daniela Frullani, che ha voluto dare un segno tangibile di cambiamento sostenendo nella sede della Conferenza interistituzionale la difesa del territorio e della storia cittadina. Lo stop definitivo all’edificabilità della Collina, dove saranno ora consentiti solo interventi di ristrutturazione e restauro conservativo (come chiedevamo da tempo) rappresenta il primo forte atto politico della sua Amministrazione ed è certamente un buon inizio.

Viva Sansepolcro festeggia dunque il risultato e rinnova il suo impegno per una urbanistica che sappia sempre più valorizzare i beni ambientali, rispettando la storia dei luoghi. Vogliamo un’urbanistica che sappia riqualificare l’esistente, incentivando gli interventi di ristrutturazione e restauro, promuovendo iniziative di ridefinizione delle aree degradate, senza andare ad occupare inutilmente nuovo suolo pubblico.

Lista Civica Viva Sansepolcro

La strada per l’emancipazione dell’acqua come bene comune è ancora lunga e non priva di difficoltà

L’eccezionale risultato del voto referendario (la provincia di Arezzo si conferma terra sensibile alla tematica dell’acqua pubblica. Valtiberina e Valdarno si distinguono per un’affluenza altissima, che a Sansepolcro supera il 64%  rispetto alla media nazionale 57%), è un successo straordinario della società civile,al di là dei partiti.

La strada che abbiamo davanti per raggiungere l’emancipazione dell’acqua come bene comune non sarà priva d’insidie e pertanto non possiamo adagiarci su una vittoria  che, pur eccezionale, necessita ora di una forte spinta all’azione politica, affinché la volontà popolare si traduca in azione.

È di questi giorni la notizia che l’Assessore all’Ambiente della Regione Toscana Bramerini intenda convocare i presidenti degli ATO toscani nonché i presidenti delle società di gestione per decidere il da farsi. In quella riunione sarà bene ricordare all’assessore Bramerini che il 95% del 54,8% degli Italiani che hanno votato hanno  sancito che l’acqua e la sua gestione debbono essere unicamente pubbliche.

Per quanto riguarda l’area della Provincia di Arezzo riferita all’ATO4, ci permettiamo di indicare quali debbano essere secondo noi i passi da compiere a modifica dello stato attuale:

1. Che il gestore del servizio nella prossima fatturazione tenga presente ”inderogabilmente” che il dettato del secondo quesito referendario esige l’annullamento dell’utile del gestore e pertanto tolga tale componente, pari al 7% del cosiddetto capitale investito, dal calcolo della tariffa comportando così una riduzione significativa negli importi delle bollette.

2. Che in tempi brevissimi venga effettuata la radicale revisione della convenzione del 1999, adeguandola ai dettati referendari, correggendo le  controversie di un rapporto pubblico/privato che hanno determinato le discutibili anomalie tariffarie e gestionali (esosità delle tariffe, delle prestazioni accessorie pagate in assenza anche del parere dell’ATO; illegittimità dell’acquisizione da parte di ACEA di parte delle azioni del socio privato; piano delle opere dove anche l’ordinaria manutenzione viene inserita tra gli investimenti ecc.

Abbiamo indicato due percorsi che riteniamo obbligati per il raggiungimento degli obiettivi ed è bene che sappia la politica e lo stesso Assessore Bramerini che può esistere già da oggi per Arezzo un alternativa di pubblica gestione organizzata per il servizio idrico. Vogliamo sperare che da parte dei partiti non si cerchi di vanificare l’esito referendario poiché sarebbe estremamente dannoso e pericoloso.

Lista civica Viva Sansepolcro

Vittoria!!!

Un risultato eccezionale, la provincia di Arezzo si conferma terra sensibile alla tematica dell’acqua pubblica. Valtiberina e Valdarno si distinguono per un’affluenza altissima, che a Sansepolcro supera il 64% (media nazionale 57%). Un successo straordinario, che i cittadini devono sentire tutto loro! Grazie alle migliaia di persone che nei mesi scorsi sono accorse a firmare i quesiti referendari, grazie a chi ha sempre sostenuto e promosso le iniziative del Forum Acqua Pubblica in vallata: a tutti voi dedichiamo questo momento di meritata gioia! Pubblichiamo un intervento del presidente del comitato aretino Stefano Mencucci, dichiarazioni rese ad ArezzoNotizie.it oggi pomeriggio durante la grande festa di Piazza San Iacopo: ”E’ stato un successo. Adesso dovrà essere formulata una legge che rispetti il volere degli italiani, nello spirito di quanto deciso attraverso il refrendum. Anche Arezzo si dovrà adeguare: il gestore dell’acqua dovrà essere un ente interamente pubblico”

Una scena significativa dalla festa di Piazza San Iacopo: la gioia meritatissima di Liliana Faldi e Luigi Bivignani!

Dove vai domenica?

Chiusura campagna referendaria a Palazzo delle Laudi

 Referendum ” 2 SI’ PER L’ACQUA BENE COMUNE”

CHIUSURA CAMPAGNA IN VALTIBERINA

Venerdì 10 giugno, ore 21 Logge di Palazzo delle Laudi Sansepolcro, AR

Facendo seguito all’impegno preso il 5 maggio 2011 in occasione del confronto sul tema acqua fra tutti i candidati a sindaco nel Comune di Sansepolcro,  il Comitato Acqua Pubblica di Arezzo, di concerto con l’Amministrazione Comunale di Sansepolcro e la partecipazione dei Sindaci dei sette Comuni della valtiberina Toscana e dei candidati a Sindaco delle ultime amministrative, chiamano tutti i cittadini che hanno sostenuto l’acqua pubblica  a partecipare alla iniziativa di conclusione della campagna referendaria Acqua Pubblica prevista per il giorno 10 giugno 2011 dalle ore 21.00 in poi presso le logge del Palazzo Comunale di  Sansepolcro. 

Il Comitato Acqua Pubblica di Arezzo 2 SI per l’ACQUA BENE COMUNE

Verso il doppio SI al Referendum per l’Acqua Bene Comune

Il Comitato provinciale referendario 2 SI per l’acqua bene comune 
si appresta ad entrare nell’ultima settimana informativa su tutto il territorio, 
e non solo.

Ringraziamo sin da ora i numerosi cittadini che sentono come noi 
l’importanza della difesa del Bene Comune Acqua. 
Numerosi i luoghi dove saremo presenti, spesso assieme al 
Comitato aretino vota SI per fermare il nucleare.

Lunedí mattina a Pieve Santo Stefano al mercato, ad Arezzo (sede ARCI) alle ore 18.

Martedí mattina al mercato di Sansepolcro, la sera alle 21 a Foiano (fraz. Renzino) 
ed a Loro Ciuffenna (presentazione documentario sull’acqua 
Water Makes Money e discussione).

Mercoledí mattina presso l’ospedale San Donato di Arezzo, lo stesso giorno la sera alle 21 saremo 
presenti in tre comuni: Castiglion Fiorentino (organizza Acli), Foiano (organizza PD) 
ed Anghiari (presentazione documentario sull’acqua e discussione).

Giovedí sera alle ore 21, membri del Comitato saranno presenti contemporaneamente ad 
Anghiari, Laterina (Ponticino), Chiusi in Valdichiana e  Levane.

Venerdí serate conclusive sia ad Arezzo in Piazza San Iacopo che a Sansepolcro che nel Valdarno 
dove ci sará una originale iniziativa itinerante con un Camper allestito per l’occasione che toccherá 
quasi tutti i comuni della vallata. A Sansepolcro invece, con il patrocinio del Comune, 
sono stati invitati tutti i sindaci 
della Valtiberina per la serata conclusiva di informazione 
riguardo 
i vari quesiti referendari. Ad Arezzo stiamo ultimando i dettagli organizzativi riguardo 
la serata conclusiva che si svolgerá in Piazza San Iacopo. 
Abbiamo scelto lo stesso luogo dove abbiamo iniziato la campagna referendaria l’altro anno 
il 25 aprile 2010 e che ci portó fortuna essendo stata la nostra provincia quella che ha raccolto piú 
numero di firme in rapporto al numero dei votanti: 21.000 firme. 
Inoltre vi preannunciamo che saremo presenti anche sul piccolo schermo 
sia lunedì sera su La 7 durante la trasmissione L’Infedele condotta da 
Gad Lerner che martedí sera su RAI2 a Ballaró tramite servizi esterni 
che le troupe televisive hanno girato nella nostra cittá in questo 
ultimo periodo. Mercoledí mattina alcuni di noi saranno impegnati 
con RSI, la Radiotelevisione Svizzera per un altro approfondimento 
che riguarda il modello di gestione del servizio idrico integrato aretino: 
il modello da non seguire come ampiamente sostenuto da noi, e non solo.

Comitato Referendario 2 SI per l’acqua bene comune