Acqua: le bugie del PD e la “supposta” candidatura di Nannini


Comunicato del Comitato Acqua Pubblica di Arezzo

Dopo tanti anni a difesa degli interessi dei cittadini e lottando contro gli interessi economici che alcune società per azioni intendono fare nella gestione del bene comune acqua, ci ritenevamo oramai abituati e vaccinati nel leggere comunicati poco veritieri e non corrispondenti alla realtà dei fatti. Non nascondiamo quindi la sorpresa, lo sgomento ed il sentimento di indignazione che ci ha avvolto nel leggere l’ultimo delirante comunicato del PD relativo al prossimo rinnovo del consiglio di amministrazione di Nuove Acque. E’ necessario quindi fare chiarezza e mettere i giusti puntini sulle i.

Primo: il PD non ha mai sostenuto i quesiti referendari fino ad una settimana prima del voto referendario. Cioè fino a quando non si è reso conto che gli conveniva salire sul carro dei vincitori. Chi, come noi ha raccolto le firme nelle strade e nelle piazze, a diretto contatto con i cittadini, sa benissimo chi sono coloro del PD aretino che hanno firmato e chi no, tant’è che con uno dei nostri banchini siamo andati a raccogliere le firme ad un convegno del PD a Cortona e dopo tre giorni tornammo solo con la firma di Ignazio Marino e di pochi altri. Dei vari Meacci, Franceschini, Bindi ecc. ecc. nessuno firmò.

Se il PD fosse così convinto delle ragioni del referendum ora non sarebbe impegnato in parlamento nelsostenere l’incaricata Autority per l’Energia ed il Gas nel riformulare il nuovo piano tariffario che, secondo i documenti preparatori, cambierà solo i nomi alle voci presenti in bollettavanificando l’esito referendario, nonché il volere dei cittadini.

Secondo: non siamo di fronte a nessun vuoto legislativo. Infatti, per quanto riguarda il quesito referendario relativo al profitto, non a caso abbiamo lanciato la Campagna di Obbedienza Civile in tutt’Italia a seguito della sentenza di ammissione della Corte Costituzionale che sanciva: “la normativa residua è immediatamente applicabile” e “non presenta elementi di contraddittorietà”. A tal proposito invitiamo i cittadini a rivolgersi presso gli sportelli informativi per pagare in bolletta solo quanto dovuto rispettando così l’esito referendario e obbedendo alla legge vigente.

Terzo: il PD asserisce che la gestione privatizzata dell’acqua da parte di Nuove Acque è stata sostanzialmente una meraviglia. Sicuramente lo è stata per i privati di Nuove Acque che hanno avuto profitti garantiti e hanno potuto avere, con il condiscendente atteggiamento dei Sindaci e dei membri di parte pubblica del CDA, tutto il potere dell’ordinaria e straordinaria amministrazione della società e quindi del servizio, pur avendo quote minoritarie. Ma non è certo stata una meraviglia per i cittadini, costretti a pagare le tariffe più care d’Italia, a pagare per intero la quota depurazione anche quando il depuratore è solo pensato da Nuove Acque, a beneficiare degli investimenti fra i più bassi d’Italia e a dover rimborsare nei prossimi anni (attraverso l’ulteriore aumento delle tariffe) un debito stratosferico, nei confronti delle banche, di Nuove Acque che assomma a circa 70 milioni di euro. Insomma altro che meraviglia: per i cittadini è stato un disastro totale che una Politica seria ha il dovere di rimuovere al più presto. 

Per la presidenza si parla di Paolo Nannini, ex sindaco di Bucine. Ebbene se veramente dovesse finire così ciò sarebbe un affronto al popolo dell’acqua pubblica e ai 160.000 aretini che poco più di un anno fa si espressero nei referendum, praticamente all’unanimità, per una gestione pubblica e senza profitto dell’acqua. A questo proposito ricordiamo che Paolo Nannini è stato uno dei principali artefici, peraltro nemmeno pentito, della privatizzazione del servizio idrico aretino; infatti nel 1999, l’allora sindaco del Comune di Bucine, faceva parte del Collegio ristretto che espletò tutte le procedure per la privatizzazione dell’acqua aretina che predispose una serie di regole e di adempimenti di gara che ineluttabilmente condussero una delle più grandi multinazionali delle acque del mondo ad aggiudicarsi la gestione del piccolo bacino aretino in una sorta di “gara del tutto abnorme, riservata e dagli esiti prefissati”.

Insomma se a Paolo Ricci dovesse succedere Paolo Nannini ciò rappresenterebbe la prova più chiara dell’assoluta lontananza della politica, in questo caso del PD, dai sentimenti della popolazione.

Chiediamo, a questo proposito, che i Sindaci si confrontino con le proprie comunità invece di confabulare nei loro palazzi. E vedranno che dai cittadini giunge, praticamente unanime, come lo è stato nei referendum, la richiesta di ripubblicizzare il servizio idrico e di cancellare il profittodando la possibilità nel contempo di abbassare le tariffe.

Ed è questo il mandato che i 37 sindaci devono dare ai 5 membri di parte pubblica del nuovo CDA di Nuove Acque. Cinque membri che devono essere coesi, competenti e credibili per questo compitoAltre soluzioni, a partire da quella provocatoria di nominare come Presidente colui che è stato uno dei maggiori protagonisti di questo disastro, non faranno altro che accrescere la distanza fra le istituzioni e i cittadini.

Arezzzo, 21 ottobre 2012

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