Cultura e Istruzione

Cultura: Non solo Piero ovviamente. E’ doveroso valorizzare ogni produzione culturale locale, rendendosi conto che la “Cultura” è una realtà in divenire e non solo un’entità museale da “guardare e non toccare”. Dopo la fine ingloriosa del CreSP occorre attivarsi per un rilancio autentico della Fondazione Piero e delle strutture di collegamento con le realtà universitarie più importanti d’Italia e d’Europa. Occorre mettere sempre più Sansepolcro al centro degli scambi culturali in un’area nevralgica del centro-nord Italia.

Associazionismo: Molto spesso sono le Associazioni a giungere là dove le amministrazioni comunali non riescono. A tale impegno deve corrispondere una sensibilità concreta da parte dell’Amministrazione. Occorre dunque abolire quanto prima l’assurdo regolamento per l’accesso ai contributi approvato in consiglio comunale (col solo voto contrario della Lista Civica) e provvedere a un nuovo regolamento che privilegi le migliori progettualità proposte dalle Associazioni cittadine. I progetti futuri non potranno prescindere dalla realizzazione (magari a Santa Chiara) di una sede polivalente destinata prevalentemente al libero associazionismo giovanile, artistico, culturale, musicale e teatrale cittadino.

Scuole: Occorre chiarire immediatamente l’effettiva sicurezza sismica delle strutture scolastiche, a partire dal complesso della Collodi. Intendiamo favorire percorsi di sempre maggiore collaborazione tra la scuola, le associazioni di categoria dell’artigianato, del commercio, dell’industria, dell’agricoltura e le realtà imprenditoriali locali, qualificando ulteriormente i corsi di studio esistenti e garantendo, attraverso l’intervento diretto del Comune, la possibilità di usufruire di spazi pubblici gratuiti per giovani interessati ad avviare attività nel campo dell’artigianato di qualità, della manifattura, dell’agricoltura biologica tipica ecc…

Intendiamo preservare il Liceo Scientifico da ogni possibile ridimensionamento avviando un dialogo costruttivo con la vicina Città di Castello che porti a una politica di vallata per qualificare le politiche locali dell’istruzione evitando forme irrazionali di conflittualità.

Fortezza Medicea: Occorre studiare tutte le possibilità per giungere ad una utilizzazione pubblica di questa struttura di assoluto prestigio, significativamente legata alla storia della Città. Sarà dunque compito del Comune attivarsi con la proprietà per verificare la disponibilità a rendere accessibile a fini turistici lo storico fortilizio. La Fortezza dovrebbe essere destinata a funzioni museali e culturali, ma sarebbe interessante anche verificare la fattibilità di creare un luogo da destinare a manifestazioni e spettacoli all’esterno della Fortezza, recuperando in parte l’eccessivo riporto di terra che negli anni ’30 venne effettuato per la copertura dei fossati.

Musei: Occorre valorizzare tutti i musei cittadini mantenendo un’impostazione secondo la quale il museo non deve essere soltanto il “deposito di belle cose”, ma soprattutto luogo di confronto in cui stimolare la produzione culturale e la ricerca storico-scientifica. Sono sotto questa luce da valorizzare, senza nulla togliere agli altri, gli sforzi di realtà come il CeSQ che affiancano alla conservazione anche conferenze e campagne di studio di particolare interesse. Vi è poi il problema della corretta conservazione delle opere che riguarda strettamente il Museo Civico.

Teatro: Sarà dovere dell’Amministrazione progettare la pubblicizzazione del Teatro Dante attraverso un auspicabile accordo con la proprietà privata. In caso contrario avvieremo un programma che preveda la predisposizione moderna di una struttura teatrale pubblica in un luogo pubblico Il nostro Comune è l’unico in vallata a non avere un proprio teatro comunale con una direzione artistica autonoma. Tale mancanza è frutto di un disinteresse maturato per decenni dalle passate Amministrazioni e oggi rende di fatto vani molti degli sforzi tanto della Scuola Comunale di Teatro (tuttora priva di una sede) che delle Associazioni e Compagnie Teatrali locali, sempre più spesso condannate ad appoggiarsi ai teatri dei comuni limitrofi oppure al Teatro del Collegio INPDAP “Regina Elena”. Tutto ciò, oltre a deprimere le risorse locali, toglie alla nostra comunità persino il diritto alla scelta. Riteniamo che questa situazione debba essere quanto prima sovvertita offrendo finalmente alla nostra Città un suo Teatro Comunale con una Direzione Artistica autonoma.

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