La guerra fra i poveri


Crediamo sia venuto il momento di parlar chiaro ed è tempo che ognuno faccia la sua parte cercando di salvare il salvabile:

Gli amministratori devono prendersi le loro responsabilità prima che sia troppo tardi.

I cittadini devono metterci del loro cominciando a farsi sentire veramente.

E’ tempo di riflettere sulle realtà che troppo spesso la politica ha dimenticato, facendo tutto quello che è possibile per scongiurare ulteriori tagli ai servizi.

In molte, infinite occasioni abbiamo cercato di rompere la coltre dell’indifferenza (al contrario favorita dagli amministratori della vallata per sfiancare ogni azione di protesta) e spesso ci siamo sentiti definire “disfattisti che creano allarmismi ingiustificati”.

Sono passati ben 15 anni di lotte e rimostranze del comitato contro la politica del risparmio (?) fatta sulla pelle dei cittadini; a tal proposito ci preme ricordare che fin dal 1997 il Comitato si impegnò con forza presso la regione Toscana affinché la politica locale si riappropriasse della programmazione sanitaria.

Oggi vediamo che le nostre preoccupazioni non vengono nuovamente recepite, scontrandosi con una visione priva di quella consapevolezza politica indispensabile a invertire una china pericolosa e ridare speranza ai cittadini nel vedersi garantito il diritto alla salute. Quando si parla di sanità la difesa dell’interesse comune dovrebbe essere l’unica finalità della politica.

Ci sembra invece irrispettoso continuare a sbandierare lavori di ristrutturazione “in questo caso riorganizzazione alberghiera di Chirurgia e ortopedia” (impegno preso con finanziamenti regionali attraverso la transazione del 2008), dimenticandosi di informare i cittadini delle razionalizzazione continue.

La nostra valle è ancora priva di un eliporto per il 118 abilitato al volo notturno (vedi il caso del bimbo della Montagna di questi giorni), nonché della U.O di medicina e in particolar modo di una seria progettazione dei servizi indispensabili ai cittadini della nostra vallata, che potrebbero essere notevolmente avvantaggiati da accordi interregionali di vicinato e rapporti seri con il privato.

Il comitato è rimasto sempre fuori dagli schemi della politica partitica sempre con intenzioni collaborative, ma mai disposto a “compromessi” che arrechino danno ai cittadini. E’ stato, ed è tutto dire, più facile e costruttivo il dialogo con la USL8 in questi anni che immergerci nei voleri della politica dettata a livello provinciale.

Non vorremmo, ancora una volta, apparire come la Cassandra che predice brutte notizie e non viene ascoltata…

Comitato dei cittadini per la difesa dell’Ospedale della Valtiberina

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